MARCO CANZI, Assessore al Bilancio

Iniziamo con una tua breve presentazione, dicci due parole su di te!Mi chiamo Marco Canzi, vivo a Olgiate da quando sono nato, 42 anni fa’. Sono sposato e ho due figli. Sono dottore commercialista e ho uno studio con mia moglie qui ad Olgiate. Ho già ricoperto lo stesso incarico di assessore al bilancio negli ultimi 5 anni, durante la seconda amministrazione Brambilla.

Hai già dei programmi ben definiti per il tuo mandato?Il mio assessorato si occupa essenzialmente di garantire gli equilibri di bilancio del comune e collabora con gli altri assessorati nella pianificazione economico-finanziaria. In continuità con quanto fatto negli ultimi 5 anni, mi impegnerò a rendere i conti del comune il più trasparenti e comprensibili possibile. Nel prossimo quinquennio mi concentrerò sull’avvio del federalismo fiscale, sulla realizzazione del programma elettorale del nostro gruppo, con l’attuazione del Patto per la Comunità di Olgiate attraverso l’istituzione del Fondo Comunitario e della Conferenza Economica. Si continuerà infine a garantire le risorse per l’erogazione dei servizi ai cittadini, gli interventi sul territorio e il risparmio energetico.

Sono parecchie novità. Iniziamo dal federalismo fiscale, di cosa si tratta?Il federalismo fiscale è un sistema tramite cui ciascun ente locale, potrà definire le proprie imposte in base ai servizi che intenderà erogare. Ad oggi l’autonomia dei Comuni è praticamente annullata, ma dal 2014 dovrebbe entrare in vigore l’IMU, Imposta Municipale Unica, che accorperà e sostituirà le molte imposte pagate sugli immobili (ICI, tassa sui rifiuti, etc.). I Comuni avranno inoltre un ruolo importante nel contrastare l’evasione fiscale.

Iniziamo invece a spiegare i punti del vostro programma elettorale, che cosa sono il Patto per la Comunità di Olgiate, il Fondo Comunitario e la Conferenza Economica?Il Patto per la Comunità di Olgiate nasce per dare risposta al problema di garantire i servizi sociali alle fasce più deboli della popolazione, mettendo insieme i contributi e le energie di chi già, a vario titolo, oltre al comune, opera in questo senso (parrocchie, associazioni, imprese,…). L’idea di fondo è che una parte dei soldi che oggi il comune spende in contributi e sostegni per le fasce più fragili, possa essere assommato con i contributi offerti da terzi, in un Fondo Comunitario gestito in collaborazione con gli stessi, tramite la Conferenza Economica. In questo modo si potrà aumentare l’efficienza e l’efficacia di questi interventi e, nel contempo, i soldi che verranno “risparmiati” potranno essere utilizzati per le altre iniziative sociali comunali.

Parliamo ora di risparmio energetico, tema particolarmente attuale. Cosa proporrete di nuovo e soprattutto come pensate di incentivarlo?Anche in questo caso dobbiamo far ricorso a un meccanismo innovativo. La sfida sarà quella di trasformare costi ad oggi sostenuti per l’illuminazione e la gestione termica degli edifici pubblici in una risorsa. Infatti abbiamo pensato di coinvolgere imprese specializzate, facendo realizzare a queste gli investimenti per ridurre i consumi energetici (illuminazione a led, pannelli fotovoltaici, isolamento termico delle strutture, etc.) in cambio del pagamento per un certo numero di anni di un canone di servizio. In questo modo potremo “aggirare” senza eludere il Patto di Stabilità, che ci impedisce qualsiasi nuovo investimento.

Oltre al risparmio energetico, cosa puoi dirci riguardo al risparmio in generale?Per aumentare il risparmio, abbiamo pensato di seguire la strada di unire il più possibile i servizi con i comuni limitrofi. In questo modo potremo risparmiare oppure, con le stesse risorse, offrire maggiori servizi alla comunità.

Che genere di servizi si possono unificare?Sicuramente si potranno accorpare le attività di sicurezza e vigilanza, la gestione dei tributi e la segreteria. Ma si può anche arrivare a pensare all’unione di alcune attività più specifiche, ad esempio dell’ufficio tecnico.

Il Patto di Stabilità ci sarà ancora a vincolare i fondi comunali?Purtroppo sì, il Patto di Stabilità rimane. Dopo le molte “parole” e i tanti annunci di allentamento per i comuni virtuosi, dal punto di vista pratico non è cambiato ancora nulla! Continuiamo cioè a non poter spendere i nostri soldi, come ormai già accade da diversi anni. Nell’attesa di un miglioramento, cercheremo di “conviverci” con iniziative simili a quelle per il risparmio energetico.

Intervista a cura di Giulia Binda

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