La parola al Sindaco


25 APRILE 2014: PAROLE E IMMAGINI PER LA LIBERTÀ

 

ERANO RAGAZZI NORMALI….

25 aprile 2014

Oggi siamo partiti stranamente dal cippo delle quattro strade, una partenza insolita, dove in genere stabiliamo ci sia il punto di arrivo. Questo perché quest’anno vorremmo forse cambiare il punto di vista … ovvero non necessariamente cercare di pensare a quei grandi gesti che hanno portato alla liberazione del 25 aprile 1945 ma a quelle semplici azioni che molti hanno compiuto non perché desideravano chissà quali glorie o perché erano fautori di chissà quali alti valori studiati magari a tavolino, ma perché semplicemente desideravano per sé e per le loro famiglie un futuro migliore, senza oppressore e oppressioni.

Vi ricordate i nomi che tutti gli anni rileggiamo incisi sul Cippo?

ENRICO MANDELLI e  PIETRO RIPAMONTI

Sono due nomi di ragazzi normali che probabilmente speravano di avere una vita normale e che forse lottarono affinché tutti noi avessimo la nostra vita normale e che sicuramente morirono perché noi oggi potessimo vivere una vita normale.

Perché al di là di chi furono Enrico e Pietro, anche perché sempre meno sono le persone che possono dire di averli conosciuti e apprezzati, l’importante è oggi essere qui a ricordare il valore di ciò che sta dietro quel cippo che porta i loro nomi.

Perché ancora oggi a quasi 70 anni di distanza lo dobbiamo ricordare?

Nel suo libro “Partigiani della montagnaGiorgio Bocca scrive: “È bene che si sappia cosa sia stata la Resistenza: non il mito di cui parlano i revisionisti, ma la rivelazione di ciò che un popolo può fare quando prende il destino del paese nelle sua mani”.

Secondo la vice presidente Anpi di Torino, Maria Grazia Sestero, si deve “ricordare” perché non è una storia da mettere nei libri di scuola e basta. È la nostra storia. Da lì nasce la nostra democrazia, il Paese moderno. Non è pensabile poter costruire un futuro senza sapere da dove siamo partiti, soprattutto se si considera che la nostra democrazia è stata costruita attraverso la Carta Costituzionale.

Una novità assoluta che ha portato ad una democrazia moderna e avanzata che però va fatta vivere con partecipazione e impegno quotidiano. Proprio quello che serve in questo momento. Oggi c’è bisogno di una Memoria attiva che sappia collegare i valori passati di lotta e sacrificio con i problemi contemporanei, come disoccupazione e risanamento della politica, perché l’ispirazione può ancora venire di lì.

Perché quindi ci siamo ritrovati nuovamente al cippo?

«Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un Italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra costituzione».
Piero Calamandrei

Perché siamo giunti poi nei pressi del monumento ai caduti di Vallicelli?

Perché qui invece vediamo incisi i nomi di tanti altri giovani e meno giovani che sono state le vittime di una guerra terribile che è costata la vita di così tante persone che difficile è persino contarle. Anche qui ogni nome cela una storia normale, di gente normale che ha combattuto convinto di poter tornare a casa a riprendere la propria vita normale…

“Qui vivono per sempre / gli occhi che furono chiusi alla luce / perché tutti li avessero aperti / per sempre alla luce.”  Giuseppe Ungaretti

E la loro normalità è giusto onorarla, rispettarla e porcela come esempio … Il traguardo della nostra Democrazia è stato raggiunto grazie a queste persone normali che però non hanno esitato davanti alla chiamata di una morte che ha avuto e avrà un significato fondamentale per la Libertà che ognuno di noi oggi ha la fortuna di vivere perseverando nel dovere di mantenerla e di viverla pienamente nel rispetto di sé stesso e degli altri!

Per concludere … siate oggi orgogliosi di essere qui per ricordare che queste vite non siano state spezzate invano e che il loro sacrificio sia di esempio per tutti noi in quella che è la lotta quotidiana per una vita che val la pena di vivere!

 

Dorina Zucchi

Sindaco di Olgiate Molgora

 

“Io vorrei averli vivi, i figli, che stessero ancora vicino a me.

E ogni padre di famiglia vuole la salvezza dei figli suoi.

Per questa salvezza non c’è che un mezzo,

che gli italiani si riconoscano fratelli,

che non si facciano dividere dalle bugie e dagli odi,

che nasca finalmente l’unità d’Italia, ma l’unità degli animi, l’unità dei cuori patriottici.”

Alcide Cervi ( Padre di 7 figli fucilati dai fascisti  il 28 dicembre 1943 )

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